Chi siamo

Donnesenzaguscio nasce come luogo di incontro tra donne che condividono la realtà di essere donna e manager. E l’interesse a ragionare su come è possibile ricoprire ruoli decisionali senza adattarsi ai modelli dati, ma portando lì il nostro punto di vista di donne. Vogliamo valorizzare e far circolare pensieri e pratiche innovativi che vengono dalle donne nel management. Per allargare gli orizzonti manageriali con beneficio per le aziende e per chi vi lavora. Qui il nostro punto di vista

Eventi

AIDP Lombardia: una discussione sul libro ‘Esplorare i confini’. Milano 8 maggio

lunedì

08

maggio

alle ore:

17

 

Milano , c/o Palazzo del Lavoro, Gi Group Piazza IV Novembre, 5

  • Una discussione concentrata sui temi e il senso del libro, attraverso le riflessioni delle donne che parleranno. Particolarmente felice la presenza di Simonetta Cavasin e Manuela Salati che hanno dato un bel contributo di pensiero a questo libro. E con le altre speriamo che questo incontro sia solo il primo.
    Grazie ad AIDP che ha creato questa occasione, e a GiGroup che ha accettato la collaborazione

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FEDERMANAGER – Firenze 24 maggio Convegno GIOVANI E DONNE SALVERANNO L’INDUSTRIA

mercoledì

24

maggio

alle ore:

14

 

Firenze, Florence Learning Center, Auditorium, General Electric – Nuovo Pignone, Via Perfetti Ricasoli 78

FEDERMANAGER TOSCANA  

 Firenze 24-25 maggio 2017

Florence Learning Center – Auditorium, General Electric – Nuovo Pignone, Via Perfetti Ricasoli 78

Invita al convegno

 MANAGEMENT FUTURO

 24 pomeriggio dalle 14 alle 18:

GIOVANI E DONNE SALVERANNO L’INDUSTRIA

– In che modo le donne cambiano l’azienda?  Maria De Renzis, Alessandra Marmi, Michela Querci, Raffaella Rossi. Gruppo Minerva

– Nuovi orientamenti di management che vengono dalle donne – 

Luisa Pogliana  Ass. Donnesenzaguscio, Presidente, Autrice di “Esplorare i confini. Pratiche di donne che cambiano le aziende”

– Le politiche regionali – Monica Barni Regione Toscana Vicepresidente, Assessore Cultura Università Ricerca

– Le politiche nazionali – Monica Parrella Presidenza del Consiglio dei Ministri , Dip. per le Pari Opportunità

– Il punto di vista delle imprese –    Emanuela Bologna GKN, HR Manager, Simona Giuliani AIDP Toscana, Vicepresidente  Catherine J. Silvestri, GE Distributed Power, responsabile Service Operations

– Considerazioni finali – Valter Quercioli Federmanager Toscana, Presidente

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Biblioteche Civiche di Torino- Presentazione del libro ‘Esplorare i confini’

Centrale_Pogliana

martedì

09

maggio

alle ore:

17.30

 

Torino, Biblioteca Civica Centrale, via della Cittadella 5

Una serata per ascoltare e imparare da varie esperienze di donne che concepiscono il management non come potere personale ma come assunzione di responsabilità verso l’azienda in tutte le sue componenti. Politiche fuori da logiche di potere, da modelli e regole consolidate, che aprono vie nuove con risultati imprevisti. Parleremo di responsabilizzazione e autonomia diffusa, lavoro collaborativo, fr emergere le capacità ignorate, formare e trasformare le persone, progettare facendo, governare il tempo…

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Contributi

Non e’ tutto smart quel che riluce. Luisa Pogliana su ‘L’Impresa’

Unknown

 Lavoro agile, o cosiddetto smart working: è l’onda del momento, che riguarda sostanzialmente il tempo-luogo di lavoro. Frutto soprattutto -lo sappiamo- delle richieste di flessibilità organizzativa portate avanti per anni dalle donne, partendo dalla loro realtà che contiene l’impossibile separazione tra lavoro e resto della vita (la maternità è il momento più evidente). Sono dunque obiettivi conquistati. Ma da sviluppare e diffondere. E anche da difendere da strumentalizzazioni, perché non tutto è smart nelle nuove forme organizzative. Facciamo solo qualche accenno. Succede per esempio che l’assenza di un orario definito venga usata dall’azienda per estendere la quantità di tempo assorbito dal lavoro: la logica delle ore lavorate non cambia, forse peggiora. Succede anche che alcune aziende tendano ad eliminare il ‘posto’ fisico personale e stabile dove lavorare: scrivanie occupate casualmente da persone diverse, vicini di lavoro altrettanto casuali. Un approccio in realtà mirato ad abbattere i costi aziendali, che di per sé è una buona cosa. Ma l’eliminazione di riferimenti stabili, l’erosione delle relazioni tra colleghi, quali effetti producono nel tempo anche per l’azienda stessa? L’ambiente di lavoro è anche luogo di socializzazione: qui, tutti e tutte insieme, si esce dall’ambito privato,

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Lavoratori ‘protetti’:Le buone aziende non aspettano le buone leggi. Un articolo di Luisa Pogliana

In questo momento c’è molta attenzione sulle nuove norme entrate in vigore per le ‘categorie protette’ (numero di assunzioni obbligatorie, interventi formativi preliminari…). Limitiamoci a dire che se una legge forza pregiudizi e barriere culturali è un passo positivo e necessario, perché va contrastata una cultura arretrata: molte aziende, per esempio, cercano di non superare il numero di dipendenti che obbliga a un’assunzione ‘protetta’, oppure queste persone sono utilizzate solo per lavori non qualificati. Tanto che chi ha una certa istruzione o altre capacità, non mette nel suo curriculum quell’indicazione perché è penalizzante. Eppure senza aspettare nuove norme molte prassi positive sono già state adottate da manager che hanno guardato la specificità di queste persone con gli stessi criteri di gestione con cui guardano a tutti coloro che in azienda lavorano: valorizzare ogni persona per quello che sa fare, metterla in condizioni di esprimere il suo potenziale. Perché si ottengono risultati migliori se tutti possono dare il meglio di sé. In quest’ottica una persona cosiddetta ‘diversamente abile’ è considerata come chiunque altro. Ed è un’ottica che abbiamo visto più spesso nelle politiche realizzate da donne manager. Che anche a questo proposito hanno anticipato e superato quello che oggi diventa norma.

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“Management futuro, management diverso che già c’è”. Intervento di Luisa Pogliana al convegno Federmanager, Firenze, 24 maggio

Siamo qui a discutere di ‘management futuro’ perché il mondo del lavoro è drasticamente cambiato, e richiede anche un management diverso. Pensiamo però che per questo sia utile guardare ad alcune politiche già effettivamente realizzate nelle aziende da donne manager, che hanno avuto la capacità e il coraggio di andare oltre alcuni convincimenti radicati del management con risultati imprevisti. Dunque non si tratta di come il management dovrebbe essere domani. Parliamo di un management che c’è già, è reale, e mostra cosa è possibile fare oggi, subito.  Chiariamo subito: perché è particolarmente dalla donne che vengono queste nuove pratiche? Non è una questione di contrapposizione maschile-femminile. E’ che finora nel management c’è stato solo un pensiero maschile. Ma le donne -arrivate nel management in tempi relativamente recenti- vivono una vita diversa, e vedono le cose diversamente, partono da un altro punto di vista. E questo allarga gli orizzonti manageriali. Dunque sono politiche che vengono dalle donne ma riguardano tutti, riguardano l’azienda nel suo complesso.

Eppure, nonostante i risultati positivi accade spesso che queste politiche innovative non sono valorizzate nella loro portata proprio perché non rientrano negli schemi consolidati di management, sono considerate tutt’al più ‘buone pratiche’

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Persone&Conoscenze: Allargare gli orizzonti manageriali, donne che cambiano le aziende.

Con questo articolo Persone&Conoscenze propone una ricognizione dei principali contenuti del libro Esplorare i confini. Pratiche di donne che cambiano le aziende. 

Responsabilizzazione diffusa, lavoro collaborativo, patti di fiducia reciproca, far emergere le capacità ignorate, governare il tempo, tenere conto dell’interezza della vita, partire dalla realtà non dai modelli… Sono alcuni dei criteri che emergono da coraggiose politiche innovative realizzate da donne manager, capaci di andare oltre i convincimenti e le prassi abituali. Non una nuova teoria astratta di management, ma princìpi e orientamenti di un management diverso che esiste già: fondato su una concezione dell’azienda come costruzione comune, su una responsabilità di governo dell’azienda invece dell’esercizio del potere come comando, controllo autoreferenzialità. Una visione che viene dalle donne ma riguarda tutti.

La prima pagina dell’articolo (cliccare sull’immagine per ingrandire):

Qui trovate l’intero articolo in formato pdf.

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