Chi siamo

Donnesenzaguscio nasce come luogo di incontro tra donne che condividono la realtà di essere donna e manager. E l’interesse a ragionare su come è possibile ricoprire ruoli decisionali senza adattarsi ai modelli dati, ma portando lì il nostro punto di vista di donne. Vogliamo valorizzare e far circolare pensieri e pratiche innovativi che vengono dalle donne nel management. Per allargare gli orizzonti manageriali con beneficio per le aziende e per chi vi lavora. Qui il nostro punto di vista

Eventi

Memorial service for Lisl Klein – Invitation for Luisa Pogliana

martedì 15 marzo 2016

venerdì

18

marzo

alle ore:

18.45

 

The Reform Club, 104 Pall Mall, London

Dear Friend,

You will probably have heard the sad news of Lisl Klein’s death on 11th December last. As executors of her will we are arranging a gathering in the Library, on the 1st floor of The Reform Club, 104 Pall Mall, London, SW1Y 5EW on Friday 18th March from 6.00 pm to 8.00 pm. Short tributes about her life and achievements will be made between 6.45 pm and 7.15 pm. Wine and canapes will be served.

We do hope you will be able to come. We would appreciate a reply by 28th February.

Yours sincerely,

Roger Broad and Barrie Stead, Executor

 

RSVP The Bayswater Institute,  9 Orme Court, London W2 4RL

+44 (0)20 7229 2729    mail@bayswaterinst.org

 

 

 

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Risorse e criticità della leadership femminile: incontro con il management ospedaliero sui temi del libro Le donne il management la differenza

giovedì 3 marzo 2016

mercoledì

09

marzo

alle ore:

14.30

 

Ospedale Santa Croce via Coppino 26 Cuneo

“Quello che queste storie ci comunicano non è solo come può essere il management.
E’ anche come queste donne stanno nel management: persone che vivono la loro vita in questo ruolo, come in ogni altro momento. Infatti le sentiamo parlare di situazioni e azioni, metodi e princìpi, senza separarle dai sentimenti che accompagnano tutto questo. Piacere e passione, paura e rabbia, affetti e orgoglio”.

L’incontro è aperto al pubblico esterno.

 

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Convegno su donne, management e differenza, con 300 studenti e studentesse

mercoledì 10 febbraio 2016

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giovedì

18

febbraio

alle ore:

9:00 - 13:00

 

Bra, Teatro Politeama

Convegno su donne, management e differenza, con 300 studenti e studentesse. Luisa Pogliana tra i relatori, per Donnesenzaguscio. L’evento conclude il progetto Il Rosa e il Grigio sulle donne nei CdA, realizzato dall’Università di Torino e altre istituzioni. Qui il programma

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Contributi

Ottica della responsabilità. Un articolo di Luisa Pogliana (estratti dal libro “Esplorare i confini. Pratiche di donne che cambiano le aziende”, in uscita a settembre, Guerini)

martedì 12 luglio 2016

Mi sono orientata con i miei princìpi etici”, “Ho fatto quello che mi sembrava giusto”, “Si può fare profitto rispettando dei valori”  La responsabilità di influenzare le cose nella direzione in cui credo…  Nel mio ruolo la responsabilità verso gli altri è molto rilevante… Sento la responsabilità nei confronti di famiglie il cui futuro dipende anche da me… Il potere è uno strumento per esercitare la responsabilità… Sento una forte responsabilità verso tutta l’azienda, negli uomini riscontro più individualismo, autoreferenzialità …”

Molte manager tengono come riferimento nel loro lavoro quello che a loro sembra giusto. Alcune, raccontando delle loro pratiche, parlano esplicitamente della loro ‘etica personale’. Un concetto che sembra pesante, doveristico. E invece contiene un’idea di libertà.  Perché l’etica è un’ottica, per usare le parole di Levinas. E’ lo sguardo con cui si guarda il mondo, il nostro libero modo di vedere. E’ come noi scegliamo di essere, anche nell’attività di manager.  Un’altra parola viene spesso associata da queste donne al senso del ruolo manageriale: responsabilità. Responsabilità è ‘dare risposte’, ‘rispondere a un impegno’.

E’ questo il loro modo di esercitare il potere insito nel ruolo.

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Responsabilità e fiducia. Un articolo di Luisa Pogliana (estratti dal libro “Esplorare i confini. Pratiche di donne che cambiano le aziende”, in uscita a settembre, Guerini)

mercoledì 29 giugno 2016

Organizzazioni senza gerarchia, auto-organizzazione, co-opetizione, accountabilty. Sono le parole della moda attuale nelle discussioni aziendali. Ci sono sempre delle ondate che attraversano il pensiero di management nelle sue varie articolazioni. Ma, scontato l’effetto moda, quello che interessa è il perché di quell’onda, in quel momento.  Le parole-chiave sono sintomi: per esempio, dietro il solito inglese, accountability rimanda all’affidabilità, al coinvolgimento, al farsi carico. Tutte queste parole ci parlano, insomma, di responsabilità e di fiducia. Forse perché le aziende (alcune, almeno) si stanno rendendo conto che dove il controllo comprime, la fiducia libera. Che una responsabilizzazione diffusa porta a un salto di qualità nei risultati.

La rigidità e la ridondanza di strutture gerarchiche è oggi il punto debole nelle aziende: rallenta il processo decisionale e l’esecuzione, blocca in ruoli limitati le persone che così perdono la visione complessiva e la possibilità di esprimere le loro capacità. E ha un altro costo elevato: la concentrazione delle attività dirigenziali sul controllo (oltre che sulle loro carriere) invece che sullo sviluppo. Ma il controllo è sempre un’illusione di garanzia del funzionamento dell’organizzazione, della redditività del lavoro. In realtà un’azienda funziona meglio se tutti si assumono la responsabilità del loro lavoro.

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Distinguere il tempo dall’orario. Un articolo di Luisa Pogliana (estratti dal libro “Esplorare i confini. Pratiche di donne che cambiano le aziende”, in uscita a settembre, Guerini)

mercoledì 13 aprile 2016

Responsabilità, obiettivi, fiducia, flessibilità, tempo. E’ l’onda del momento, dovuta all’esplosione di interesse per il cosiddetto lavoro agile, smart work. In realtà sono anni e anni che le donne dicono e fanno molto dentro le aziende rispetto a questo. Perché, a partire dall’esperienza personale della maternità e del farsi carico di tutte le necessità della vita oltre il lavoro, le donne hanno portato in azienda proprio la questione del tempo.  E’ questo che ha messo in discussione l’organizzazione del lavoro. Nessun’altra rivendicazione ha premuto così potentemente sulla necessità di cambiarla. Ed è stata -bisogna ricordarlo- una battaglia proprio delle donne, a tutti i livelli di inserimento nel lavoro, portata avanti (e ancora in corso) prima di qualunque intervento sindacale, anzi, premendo anche sul sindacato perché si muovesse in questa direzione.

L’organizzazione che conosciamo non prevede un adattamento reciproco tra la realtà delle persone che lavorano e la struttura organizzativa. Esclude la vita e tutto il lavoro necessario per vivere perché si fonda sull’idea che in azienda si lavora, e poi si vive fuori dal lavoro. Ma molte donne manager hanno attuato politiche che riportano alla realtà: l‘organizzazione del lavoro viene cambiata per tenere conto delle esigenze complessive della vita.

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Memorial Service per Lisl Klein: il ricordo di un incontro con lei di Luisa Pogliana farà parte della cerimonia.

martedì 15 marzo 2016

An encounter with Lisl Klein: “Management as you see it is ‘transitional’”

Lisl Klein died a few time ago.

Lisl Klein worked closely with Joan Woodward, the sociologist who, more than fifty years ago, founded the empirical study of industrial organisation; research that would refute the universal value of the Scientific Management – “there is no one best way” – and helped to define contingency theory. I discovered Klein when I was looking for material on the large group of women who worked on these studies: Klein, herself – the most important of these scholars-, Margaret Simey, Marie Jahoda, Nancy Seear, Silvia Shimmin, Dorothy Wedderburn, Enid Mumford and Margaret Stacey. A continuation of the thought of Beatrice Webb, co-founder of the London School of Economics.  I had asked to meet her because I wanted to clarify some aspects of that experience. She agreed, and we met on 14 November 2014. I wrote down a few parts of our conversation.

Lisl Klein, 86, is confined to a chair due to severe arthritis. She greets me at her home in London, alone with all the commands to open the door, control the thermostat and so on.

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