Donne e lavoro a Milano: un punto di incontro, un appuntamento

giovedì

21

settembre

alle ore:

 

Negli ultimi mesi a Milano si sono intensificate iniziative di discussione sul lavoro, sul lavoro delle donne, che hanno visto coinvolti gruppi e persone anche molto diversi del movimento delle donne. Si sentiva il bisogno di sviluppare queste discussioni in modo non occasionale. Tutto questo ha dato forma ad una inziativa a cui ho partecipato, l’Agorà del lavoro.

Chi vuole saperne di più trova una breve presentazione e l’invito qui:
http://www.scribd.com/doc/55519737/Invito-AGORA-Del-Lavoro

I miei motivi per partecipare

Il lavoro è ormai una dimensione imprescindibile nella vita delle donne. Per questo il lavoro può costituire il nuovo punto di incontro delle donne, per ragionare e provocare cambiamenti. Il lavoro delle donne è attraversato da molte cose comuni, ma i lavori sono anche diversi, e comportano problematiche, analisi e pratiche differenziate.

Io, con le altre donne di Donnesenzaguscio, mi occupo della specificità di essere donne e manager, e siamo convinte che ciò riguarda anche il lavoro di tutte le donne. Perché molte donne in queste posizioni oggi non si appiattiscono sui modelli maschili dominanti, e mettono in atto tentativi di rottura delle regole aziendali, agiscono mettendo in questione gli obiettivi e le modalità di funzionamento dell’azienda.

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Un articolo di Lea Melandri su Gli Altri

Il settimanale Gli altri 15 gennaio 2010, ha pubblicato un articolo di Lea Melandri su ‘Femminilità al lavoro’, in cui si fa riferimento anche al libro Donne senza guscio. Non sono d’accordo sulla sua impostazione politica generale (che porta anche a male interpretare qualche aspetto del libro). Ma ritengo che sia un contributo importante perché costringe (o mi costringe) a riflettere più a fondo su questioni complesse. E si tratta precisamente di cosa intendiamo per femminilità nel lavoro (e forse per femminilità in generale). Ci tornerò sopra con riflessioni mie. In ogni caso, al di là di diverse opinioni, per me è importante l’interesse e l’apprezzamento di Lea, una persona di riferimento fin da molti anni fa.
Una segnalazione del libro è stata fatta sul sito della Libera Università delle Donne, sezione libri, cosa di cui ringrazio molto tutto il gruppo.

Femminilità al lavoro

di Lea Melandri

La “potenza dell’amore” e la “coercizione al lavoro”, dopo essersi fatte a lungo la guerra, sembrano oggi destinate a un ideale ricongiungimento, per effetto della rivoluzione che sta attraversando l’economia e per l’opportunità che essa potrebbe offrire alle donne di far riconoscere il valore del talento femminile,

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LE QUOTE E CHI PORTARE IN QUOTA. Donne ai vertici: Ritorniamo su una questione di attualit

Poco più di cinquant’anni fa la corte costituzionale accoglieva il ricorso di Rosanna Oliva e apriva le carriere in magistratura, nella prefettura e nella diplomazia anche alle donne. Sì, perché allora alle donne era sbarrato l’accesso a queste professioni. Rosanna Oliva voleva accedere al concorso per diventare prefetto e fu respinta, ma non si fermò. Noi le dobbiamo un atto di giustizia e un’apertura di libertà per tutte noi donne, non solo in quelle carriere. Il valore concreto e simbolico di quell’atto è enorme: una donna che si è presa sul serio, e ha saputo dire “perché io no?”. Agendo di conseguenza e cambiando, in questo modo, un pezzo di realtà. Bisogna ricordarselo oggi. Perché non è ancora vero che tutte le carriere sono realmente aperte alle donne. O più precisamente: le carriere sono aperte, ma le posizioni di vertice no.

Proprio in questo periodo in Italia sta seguendo il suo iter parlamentare una proposta di legge che impone di riservare alle donne un terzo dei posti nei consigli di amministrazione. Cosa che è già avvenuta in molti paesi europei, con quote elevate in quelli scandinavi, e sta ora avvenendo anche in Francia e Spagna. Credo che la spinta in questa direzione non venga tanto da un senso di equità verso le donne,

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LE COMPETENZE SPRECATE- Una tavola rotonda a Bologna della FONDAZIONE ENZO SPALTRO e AIDP EMILIA-ROMAGNA

giovedì

21

settembre

alle ore:

 

LE COMPETENZE SPRECATE

Governare le aziende con modelli organizzativi nuovi La presenza delle donne in aziende nei ruoli manageriali ha fatto emergere una differente visione del lavoro, del modo di essere manager, dell’azienda stessa.
E’ uno scenario nuovo dove le donne hanno la possibilità di esprimere il loro potenziale professionale e l’azienda di arricchirsi di capacità presenti al suo interno e spesso sprecate.
Eppure spesso rimane molto difficile realizzare questi cambiamenti perché chi ha il potere in azienda tende a riprodurre un modello considerato l’unico possibile che tiene le donne fuori dai posti dove si decidono le politiche aziendali.
Non stupisce, allora, che le donne, rispetto a questo modo in cui il potere si manifesta, vivano una difficoltà che porta spesso a chiamarsene fuori.
Ma oggi il mondo è cambiato, le esigenze anche per il mondo del lavoro sono diverse e le aziende fondate su modelli conservatori, incapaci di nuove visioni, non hanno prospettive.
Le donne si trovano di fronte ad una nuova assunzione di responsabilità e gli uomini di fronte a possibili organizzazioni diverse.
Si tratta per le aziende di ragionare sulle diverse visioni che vengono dalle donne e dagli uomini e sui possibili modelli organizzativi che permettano l’apporto indispensabile di entrambi. […]

Un commento al saggio di Lea Melandri sulla ‘femminilizzazione del lavoro’, nel libro “L’emancipazione malata”

Qualche mese fa presentai il mio libro Donne senza guscio alla casa della Cultura di Milano, e Lea Melandri venne a parlarne. Ora ha chiesto a me di commentare, nello stesso posto, il libro collettivo a cui lei ha contribuito, L’emancipazione malata. Due libri di donne che parlano di donne e lavoro. C’è un senso in tutto questo.Ed è che il lavoro è ormai una dimensione imprescindibile nella vita di molte donne, e per questo può costituire il nuovo punto di incontro delle donne. Ma al tempo stesso il lavoro ci segmenta, perché le diverse collocazioni comportano problematiche, analisi e risposte differenziate. Lavorare sullo specifico del proprio lavoro non significa separarsi ma affinare e ampliare gli strumenti.Prendo dalla prefazione del libro: “La grande differenza di lavori, dal precariato a quello manageriale- fa oscillare le analisi e gli atteggiamenti dal rifiuto del lavoro alla ricerca della ‘costruzione di sé’ anche nel lavoro”. Io parlo dunque dall’ottica della mia esperienza, le donne in posizioni direttive in azienda.

In questo libro sono stati posti alcuni nodi importanti, anche se poi io ne ho una visione diversa. Mi interessa soprattutto soprattutto il saggio di Lea sulla femminilizzazione del lavoro,

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