Che succede in azienda? Forzare il potere, cambiare il lavoro. Approcci insoliti a ‘Esplorare i confini’ di Luisa Pogliana, alla Casa della Cultura

venerdì

24

febbraio

alle ore:

18.00

 

Casa della Cultura via Borgogna 7 Milano

Una dirigente di alto livello direttrice sistemi di un gruppo ospedaliero, Pina Grimaldi, una segretaria nazionale Fiom, Michela Spera, una co-fondatrice della Libreria delle Donne di Milano, Giordana Masotto, scambiano esperienze e pensieri con Luisa Pogliana, a partire dal suo ultimo libro Esplorare i confini, Pratiche di donne che cambiano le aziende (Guerini Next)

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Esplorare i confini. Pratiche di donne che cambiano le aziende

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Il libro è frutto di un progetto comune di Donnesenzaguscio

Responsabilizzazione e autonomia diffusa, lavoro collaborativo, patti di fiducia reciproca, far emergere le capacità ignorate, governare il tempo… Sono alcuni temi di questo libro di management e di donne, che parte da un assunto: aziende e lavoro sono drasticamente cambiati, occorre un altro management. Serve per questo guardare ad alcune esperienze di donne, che appaiono anticipatrici di questo modo nuovo. Perché le donne, entrate nel management in tempi recenti, hanno portato una visione diversa. Vivono una vita diversa e guardano le cose da un altro punto di vista, e questo allarga gli orizzonti manageriali.
Il libro inquadra in un pensiero organizzato politiche di donne manager che hanno portato coraggiose novità, con effetti positivi per le persone e per l’organizzazione. Ma che spesso non vengono valorizzate proprio perché non trovano corrispondenza nei modelli consolidati di management. Ragionando su politiche effettivamente realizzate, il libro ne mette a fuoco orientamenti e metodi frutto di ciò che si è fatto, che può essere capitalizzato, trasmesso e usato altrove.  Si tiene insieme pratica e teoria: dalle esperienze all’identificazione dei criteri che guidano l’azione.
Non un nuovo modello di management,

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Un articolo di Luisa Pogliana per Persone&Conoscenze: il nuovo progetto di donnesenzaguscio

Nel giro di pochi anni aziende e lavoro sono drasticamente cambiati con il cambiamento del mondo. Niente è più come era. E non si può più parlare di management come prima. Eppure restano punti di conservazione pervicaci. Per esempio, si continua a discutere se e come le donne –con la loro ‘diversità’- arricchiscono il management, per cui è bene averle anche nei luoghi decisionali. C’è un mondo maschile che ancora aspetta la prova del nostro valore, misurandolo con i suoi criteri di giudizio e rispetto alle aziende così come sono, come gli uomini e certe concezioni economiche le hanno costruite. Ma per noi non c’è niente da aspettare e niente da dimostrare. Non ci misuriamo su quelle metriche, comunque variabili e arbitrarie. Non ci interessa fare questioni di maschile-femminile, ma mostrare lo scostamento tra un certo tipo di atteggiamenti non costruttivi e un altro tipo di atteggiamenti, socialmente e aziendalmente più costruttivi.

Molte donne, infatti, stanno portando visioni e pratiche lontane dai modelli e dai principi usuali del management, quando questi si mostrano inefficaci, insufficienti, controproducenti.
Sappiamo che non solo le donne e non tutte le donne hanno un atteggiamento così. Vediamo tuttavia che oggi questo cambiamento viene più da donne che da uomini,

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Ragionare sul vissuto fonda un pensiero politico. Un articolo di Luisa Pogliana per L&M

Il management che vediamo in azione ogni giorno ripete troppo spesso la stessa storia. Manca un nuovo agire perché manca un nuovo pensiero. Ma un contributo diverso viene oggi dalle donne. E’ il risultato di uno scarto che molte manager hanno fatto rispetto alla questione, spesso problematica, del rapporto con il potere in azienda. Hanno superato le resistenze ad assumere i ruoli decisionali più alti, resistenze dovute alla la cultura -storicamente maschile- che domina nei luoghi ‘di potere’. E che si manifesta con logiche in cui le donne non si ritrovano. Abbiamo così visto che molte donne manager, entrate in questi luoghi -luoghi di uomini- hanno mantenuto vivo il loro stupore dinnanzi a ciò che appare insensato, e anziché adeguarsi alle pretese regole del modello manageriale dominante, hanno portato una loro visione, un punto di vista di donne. Da qui emergono nuovi pensieri e nuove pratiche nel management. Ma è difficile renderle visibili: non se ne parla, non si conoscono.

Le donne per prime non ne parlano, sostanzialmente perché non ne vedono il valore. Sembra un paradosso, ma succede spesso. Nello specifico del ruolo manageriale, una ragione sta soprattutto nel fatto che le donne si muovono con dei progetti in testa,

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28 novembre, Milano. Convegno di Donnesenzaguscio LE DONNE IL MANAGEMENT LA DIFFERENZA. UN ALTRO MODO DI GOVERNARE LE AZIENDE E’ POSSIBILE

giovedì

21

settembre

alle ore:

 

LE DONNE IL MANAGEMENT LA DIFFERENZA. 

UN ALTRO MODO DI GOVERNARE LE AZIENDE È POSSIBILE 

Un convegno proposto da Donnesenzaguscio 

con il patrocinio del comune di Milano, Assessorato alle Politiche del Lavoro

e di AIDP – Associazione Italiana  per la Direzione del Personale

Milano, Società Umanitaria, ingresso via San Barnaba 48, Sala Cinema

 28 novembre 16.00-20  (puntuali)

L’azienda può essere intesa come l’insieme di tutti i soggetti che la costituiscono. L’azienda funziona bene, con benefici per tutti, se chi la guida trova un’area di ragionevole convergenza tra i diversi interessi in gioco. Abbiamo dato un nome a questo modo di dirigere un’azienda, fuori dalle logiche di potere, orientato al bene comune: ‘governo’. E’ una visione che viene più dalle donne che dagli uomini, ma che riguarda tutto il management.   Molte manager, nei luoghi decisionali o in altri ruoli, e donne imprenditrici, mettono in atto nuovi modi di lavorare, fuori dagli schemi già definiti e fondati storicamente su concezioni maschili.

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Il vero nocciolo : Pina Grimaldi

Pina Grimaldi, Direttore Organizzazione e Sistemi , Centro Direzionale di un Gruppo ospedaliero

L’organizzazione del lavoro è considerata da tempo una delle problematiche da affrontare per consentire alle donne la continuità nel lavoro, quando questo si scontra con le esigenze di dedicare tempo ai figli e alla famiglia: due ambiti che si contendono il tempo di vita. Con la fatica di coniugare i tempi e ritmi diversi in una continua altalena e con incredibili equilibrismi. Per questo le aziende all’avanguardia si sono spese con soluzioni che in qualche modo vanno incontro ai tempi delle donne: job sharing, part time verticale, lavoro telematico etc… Pur riconoscendo il valore di queste politiche, che, se non altro aiutano a risolvere problemi contingenti, queste non mi hanno mai convinta del tutto: le organizzazioni tendono a semplificare la portata di tali problemi e queste forme di part time diventano lo strumento più facile su cui scaricare la risoluzione di problematiche complesse.

Il vero nocciolo che ritengo fondamentale è piuttosto l’identità lavorativa di ogni donna. La società, l’azienda e spesso le stesse donne tendono ad affrontare il problema complesso della cura con la modalità più semplice: consentiamo alle donne di stare più tempo a casa,

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UN ALTRO MODO DI GOVERNARE LE AZIENDE: UN INCONTRO SU PRATICHE DI CAMBIAMENTO.

giovedì

21

settembre

alle ore:

 

L’ASSOCIAZIONE DONNESENZAGUSCIO

invita a un incontro alla Casa di Vetro,

via Sanfelice 3, Milano

giovedì 19 gennaio 2012, 18.30-20.30

UN ALTRO MODO DI GOVERNARE LE AZIENDE: PRATICHE DI CAMBIAMENTO

Oggi nel management ci sono donne che in questi ruoli hanno manifestato una visione diversa e un atteggiamento orientato al cambiamento, da cui discendono una diversa concezione dell’azienda e delle regole del suo funzionamento. Portano con sé consapevolezze che orientano il loro agire. Hanno così sviluppato pratiche innovative, mostrando che le loro idee non sono impossibili da attuare: sono state realizzate, e con beneficio per chi lavora e per l’azienda.

Proponiamo di parlarne partendo da alcuni nodi che toccano specificamente le donne: l’organizzazione del lavoro, innanzitutto, ma non solo. E’ possibile modificare la rigidità insensata dell’organizzazione attuale? Trovare soluzioni a bisogni immediati, ma che agiscano sul cambiamento della cultura aziendale? Dare valore all’identità intera delle donne, nella maternità e nel lavoro al tempo stesso? Aprire l’accesso ai posti qualificati? E non dovervi rinunciare per una scelta di vita completa?

Abbiamo trovato aspetti interessanti nell’esperienza di alcune donne manager:

ANNA DEAMBROSIS,

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Le donne al governo delle aziende. Un contributo di Pina Grimaldi

Pina Grimaldi, non potendo essere presente all’incontro sul tema Le donne: un altromodo di governare le aziende (Milano, giovedì 3 febbbraio, ore 18.30, via Sanfelice 3), ha mandato un suo contributo alla discussione.

Le donne al governo delle aziende

Il titolo del mio intervento richiama il potere, rovescia l’immaginario del potere, mettendo semplicemente le donne al governo delle aziende. Il ragionamento che vorrei seguire, al contrario non è così semplice, nel senso che non basta banalmente sostituire gli uomini alle donne per ottenere un diverso modo di governare le aziende. Vorrei quindi sfatare questo modo semplicistico di pensare che donne e uomini siamo uguali, stesse opportunità e che oggi questa questione è superata e così via di seguito. Spesso gli interlocutori si stupiscono: dov’è il problema? Appunto… c’è un problema e molto ampio.

Malgrado le donne siano presenti in politica, nelle istituzioni e dappertutto, sappiamo come la loro presenza non sia scontata. L’essere donna in qualsiasi contesto aziendale pone un problema, perché introduce con la sua sola presenza una dissonanza nei rapporti storici e di potere tra le persone, le donne non seguono le regole del potere consolidato e dell’esperienza di potere non codificata,

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Pina Grimaldi: intervento all’incontro di Managerzen a Roma

giovedì

21

settembre

alle ore:

 

L’incontro a Roma voluto da Managerzen e Spazio dell’anima è stato molto intenso e piacevole. A partire da un intervento di Linda Salerno che ha messo in relazione i personaggi femminili della mitologia greca con i comportamenti delle donne che si trovano nel libro (spero di recuperare questo intervento e di pubblicarlo, tanto è stato intelligente e affettuoso).
Un forte coinvolgimento è stato creato dalla presenza di quattro donne che hanno partecipato al libro con la loro storia. E hanno raccontato la loro esperienza di partecipazione al libro, dei pezzi di vita in cui si è inserita, riprendendo i temi di maggiore rilevanza per loro: Myriam Ines Giangiacomo, Pina Grimaldi, Roberta Buzzacchino e anche Samantha Gamberini, arrivata da Bologna per un incontro al Ministero delle Pari Opportunità. E’ stato coinvolgente ed emozionante, parlare con riflessioni importanti e profonde non teoricamente, ma radicate in se stesse. E io non finisco mai di stupirmi di quante donne di qualità incontro, di quanto poco vedono il loro valore se una non mette loro uno specchio davanti. Di quanti atti di coraggio mettono in campo senza clamore. Che Roberta ha definito ‘coraggi comuni’.
Proprio a questo proposito sono molto felice di poter riportare qui di seguito l’intervento di Pina Grimaldi.

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