Noi Donne, la storica rivista, ha recensito “Esplorare i confini”

Quando il management è al femminile

Il libro di Luisa Pogliana, Esplorare i confini. Pratiche di donne che cambiano le aziende (ed Guerini e Associati)

Responsabilizzazione e autonomia diffusa, lavoro collaborativo, patti di fiducia reciproca, far emergere le capacità ignorate, governare il tempo… Sono alcuni temi di questo libro di management e di donne, che parte da un assunto: aziende e lavoro sono drasticamente cambiati, occorre un altro management. Serve per questo guardare ad alcune esperienze di donne, che appaiono anticipatrici di questo modo nuovo. E’ la proposta dell’autrice, che inquadra in un pensiero organizzato politiche di donne manager che hanno portato coraggiose novità, con effetti positivi per le persone e per l’organizzazione ma che spesso non vengono valorizzate proprio perché non trovano corrispondenza nei modelli consolidati di management.
Ma perché queste innovazioni vengono oggi più da donne che da uomini? Il libro non ne fa una questione di maschile-femminile. Succede piuttosto che le donne, entrate nel management in tempi recenti, hanno portato una visione diversa, perché vivono una vita diversa e guardano le cose da un altro punto di vista. Hanno un’idea del potere come possibilità, del management come responsabilità verso l’azienda e tutti i soggetti che la compongono. […]

Una recensione di ‘Esplorare i confini’ su Wall&Street del Giornale

In questa recensione ho anche scoperto di essermi occupata di ‘crisis management’ che nel libro ho chiamato ‘salvare le aziende in condizioni estreme’. Un esempio di come gli uomini valorizzano i loro pensieri con un nome formalizzato. Noi li chiamiamo per quello che sono, e per questo la cultura di management corrente li banalizza. LP

Donne manager, il potere gentile

Il potere è donna. Ce lo dicono le statistiche europee: ormai a livello Ue il 30% circa delle posizioni manageriali è ricoperto dal gentil sesso senza necessità di «quote rosa». Un’analisi di Oliver Wyman ha evidenziato come gli ultimi 15 anni in Italia siano stati caratterizzati da un incremento delle donne in posizioni di leadership nelle società di servizi finanziari: a livello di consiglio di amministrazione e di sorveglianza nel 2003 la percentuale di donne era del 5% mentre nei comitati esecutivi era pari a zero. Oggi le percentuali sono rispettivamente del 26 e del 17 per cento. La leadership, infatti, non è una questione di sesso ma di capacità. Le donne rappresentano, comunque, un elemento di novità nel mondo del management e,

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Giuseppe Varchetta a proposito di “Donne senza guscio” per “Direzione del Personale”

Più che una recensione, un contributo importante di ragionamento sui temi proposti dal libro, viene da Pino Varchetta, psicologo molto noto soprattutto nell’ambito della formazione. Ecco il suo articolo apparso su Direzione del Personale, rivista dell’AIDP.

Ormai molti anni fa, nel 1988, un filosofo italiano pubblica un libro Sguardo e destino con il quale sembra prendere congedo dalla filosofia mentre, all’opposto, conduce per mano il pensiero filosofico nel render conto alla cultura dei soggetti umani che il mondo si offre di per sé pieno di enigmi, che per essere colti, compresi, necessitano di un lasciarsi alle spalle il rigore passato. “Sguardo e destino”, appunto, che può essere accostato alla ricerca di Luisa Pogliana sui percorsi aziendali di un gruppo di trenta ‘donne in carriera’, manager tutte con rilevanti responsabilità nell’organizzazione di appartenenza e con l’obiettivo consapevole di cercare di restare donne.
Fin dal suo incipit l’autrice parla di uno sguardo (etnografico) che, al di là di quello dominante, lo sguardo maschile, può svelare “quello che altrimenti resta tacito e latente” (ivi pag. 8), mettendo in luce “i meccanismi di penalizzazione coperti da negazione e silenzio” (ibidem). Occorre una svolta epistemologica, uno sguardo femminile che offra alla ricerca psicosociologia sulla condizione della donna nell’organizzazione aziendale del nostro Paese,

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Una recensione su FOR

Renata Borgato, nota per la sua attività di formatrice, mi ha inviato in anteprima una sua recensione del libro preparata per il prossimo numero di FOR, rivista dell’AIF, Associazione dei Formatori Italiani.
La riporto qui, ringraziando tantissimo Renata, che ha dato la sua intervista per il libro, e lo ha sotenuto anche promuovendone la presentazione alla Casa della Cultura a Milano.

Alcuni libri sono importanti non solo per quello che dicono, ma anche per il momento in cui lo dicono, per la capacità che hanno di cogliere con precisione e di rappresentare le dinamiche che sono in corso, facendo sintesi di quanto è avvenuto prima, inducendo a riflettere sul presente e facendo balenare i possibili sviluppi. Il libro di Luisa Pogliana è uno di questi.
La metafora contenuta nel titolo “Donne senza guscio” indica inequivocabilmente che nel libro si parla di un momento di transizione. I granchi sono senza guscio nella delicata fase in cui hanno perso il vecchio carapace e sono in attesa che quello nuovo si ricostituisca. Una fase in cui non sono protetti, fragili. Per tornare alla metafora, il loro stato rappresenta bene quello in cui si trovano oggi le donne nel mondo del lavoro.

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Recensione su Donna Moderna e Grazia

Giusy Cascio ha parato del libro su Donna Moderna con una mia intervista. Per verso l’azienda.

Caterina Duzzi su Grazia ha presentato Donne senza guscio insieme ad alcuni libri sul tema del management femminile, con un’intervista all’autrice e a Cristina Bombelli (autrice di Alice in businessland). Ed è comparso anche Abbracciare l’orso, libro sull’affettività nel lavoro che ho scritto con Giovanna Galletti e Gianna Mazzini.
Molte grazie a Vera Montanari per il suo interesse.

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Recensione sul sito Kila

Sono molto grata a Michela Damasco per lo spazio e l’attenzione che ha dedicato a questo libro sul: l’attenzione dedicata a questi temi. Che ha trattato con grande accuratezza.
Kila è il sito dedicato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, un punto di riferimento importante.

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Recensioni: Il come e il cosa

Abbracciare l’orso
di Giovanna Galletti, Gianna Mazzini e Luisa Pogliana
Guerini e Associati, Milano 2008

COSA
Sono andato a visitare il nostro call center del Veneto. Quando sono entrato non potevo credere ai miei occhi. Il direttore aveva fatto sistemare in un angolo un gigantesco orso di peluche. A cosa serve? Gli ho chiesto. Quando le persone non ce la fanno più, possono andare ad abbracciare l’orso, mi ha detto. Ma funziona? E lui: guardi. Ero allibito, ma effettivamente ogni tanto qualcuno si alzava e andava ad abbracciare l’orso.

Siamo partite da un’osservazione semplicissima e cruda: il mondo del lavoro prevede che, chi entra a farne parte, metta via sentimenti e affetti. Prevede che una persona non li porti con sé quando lavora, in nome della razionalità, del rigore impersonale del business. Affettività, sentimenti ed emozioni devono restare fatti privati.
Ma il mondo del lavoro non è affatto come lo raccontano, cioè un’applicazione rigorosa di tecniche e decisioni prese con freddezza. In realtà non c’è nulla come il business per scatenare passioni forti. L’affettività, le emozioni sono sempre al lavoro. E’ impossibile senza.
Perché siamo, tutti e tutte, persone intere.

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