A proposito di donne al comando. Un articolo di Luisa Pogliana sul sito della Libreria delle Donne

Una notizia si aggira in questi giorni sulla stampa e in rete. Possiamo sintetizzarla come fa, per esempio, uno di questi quotidiani: “Una ricerca Usa su 22 mila imprese dice che nei cda dove le donne sono almeno tre su dieci la quota di utile aumenta del 6%”. (vedi qui: Così le donne al comando fanno crescere l’utile dell’azienda – Corriere.it).
Quello che stupisce è lo stupore con cui questo risultato viene riferito. In realtà abbiamo una ricerca, per quanto enorme, che dice cose già dette e documentate ampiamente da più di un decennio (ci ricordiamo Womenomics?). E’ il fondamento su cui si basano molte attività di donne d’azienda per promuovere le carriere femminili.
E sono note anche le supposte ragioni. “Le manager sono consapevoli di essere guardate a vista e quindi danno sempre il massimo. Lavorano di più. Mediamente sono molto preparate perché devono dimostrare di meritare un posto che è stato affidato loro grazie a una legge” dice Daniela del Boca nell’articolo citato. Ma più interessante nel suo commento è l’ultima frase: “Il loro arrivo scardina dinamiche di potere tanto consolidate quanto controproducenti. Penso per esempio alla corruzione”. E’ questo l’elemento essenziale su cui ragionare.

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Consigliera di Parità Prov. di Brescia: Donne nei CdA

venerdì

24

novembre

alle ore:

 

Consigliera di Parità Provincia di Brescia

Donne nei C.d.A.: una risorsa e una opportunità”

venerdì 15 marzo 2013 – Gardaforum, via Trieste 62, Montichiari (Brescia)

 Intervengono: Prefetto di Brescia, Anna Maria Gandolfi – Consigliera di Parità Provinciale, Graziella Plebani – Consigliera BCC del Garda, Dott. Fabrizio SpadaCommissione Europea Rappresentanza a Milano, Rossana Pacetti – Giurista di impresa,Dott.ssa De RoseDirigente Dipartimento P.O., Paola Palmerini – – Imprenditrice, Business Management Consultants (B.M.C.), Luisa PoglianaConsulente, Presidente Donnesenzaguscio, Aida ProiettiPartner Agilium Worldwide Italy, Daniel Patrono e Annamaria Rigoni – Associazione Ariele di Milano, Graziana CampanatoPresidente Donne Magistrato e Presidente Corte d’appello,

Associazioni femminili a confronto:   Daniela Bandera Ewmd, Monica PescePWA, Franca Audisio AIDDA, Simonetta Cavalieri P.SIS,

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Incontro su Donne nel Contemporaneo, Milano, 14 marzo, Un intervento di Luisa Pogliana su ‘Donne nei CdA: dov’è la differenza”

venerdì

24

novembre

alle ore:

 

ASSOCIAZIONE NESTORE- Incontro suDonne nel Contemporaneo

Giovedì 14 marzo ore 16 -via San Barnaba 48, Milano, sala Bauer

Con: Antonella Boralevi, Barbara Mapelli, Simone Perotti, Luisa Pogliana, Francesca Zajczyk.

Coordina: Angela Di Luciano.

Luisa Pogliana

Poco tempo fa parlavo con un amico, AD di una multinazionale, che aveva già attuato in azienda politiche di inserimento delle donne nei livelli decisionali. Eppure, mi diceva, se non ci fosse questa legge noi adesso non ci staremmo chiedendo quali donne possiamo mettere nel CdA. Dico questo per sgomberare il campo: dove ci sono limiti alla libertà vanno abbattuti, dove la cultura non cambia servono anche le forzature di legge. Ma voglio anche dire che la legge non basta. Che una maggior presenza di donne nei luoghi decisionali non è di per sé sufficiente a cambiare, che il cambiamento passa piuttosto dalla differenza di visione che donne consapevoli possono portare in quei luoghi. E penso che per arrivare a questo occorra cominciare dal fare chiarezza sul nostro rapporto con il potere in azienda.

Il libro a cui fa riferimento il mio intervento è proprio nato per affrontare questo nodo politico,

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DONNE NEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE. DOV’ E’ LA DIFFERENZA? Un intervento di Luisa Pogliana

Poco tempo fa parlavo con un amico, AD di una multinazionale, che aveva già attuato in azienda politiche di inserimento delle donne nei livelli decisionali. Eppure, mi diceva, se non ci fosse questa legge noi adesso non ci staremmo chiedendo quali donne possiamo mettere nel CdA.  Dico questo per sgomberare il campo: dove ci sono limiti alla libertà vanno abbattuti, dove la cultura non cambia servono anche le forzature di legge. Ma voglio anche dire che la legge non basta. Che una maggior presenza di donne nei luoghi decisionali non è di per sé sufficiente a cambiare, che il cambiamento passa piuttosto dalla differenza di visione che donne consapevoli possono portare in quei luoghi.

E penso che per arrivare a questo occorra cominciare dal fare chiarezza sul nostro rapporto con il potere in azienda. Il libro a cui fa riferimento il mio interevento – Le donne il management la differenza– è proprio nato per affrontare questo nodo politico, e un evidente paradosso che ci troviamo spesso di fronte. Quello che vediamo spesso succedere, infatti, non sono solo azioni di chiusura alle donne dei luoghi decisionali da parte di chi oggi detiene il potere. Ci sono anche fattori culturali che agiscono indirettamente in questa esclusione delle donne.

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