PICCOLO MANUALE CONTRO LA MISOGINIA IN UFFICIO

Un articolo di Anonima, su Persone&Conoscenze

La discriminazione negli ambienti di lavoro a discapito delle donne si manifesta in una serie di situazioni, in modo più o meno palese.
Per le donne è difficile fare carriera, chiedere ciò che vogliono, farsi ascoltare.
Ancora di più lo è reclamare e raggiungere posizioni di potere. Quello che in questo articolo l’autrice (obbligatoriamente anonima) si propone è un breve manuale di pratiche per contrastare gli atteggiamenti misogini in ambito lavorativo e per sottolineare l’importanza di un ruolo attivo nel processo di cambiamento non solo da parte delle donne, ma anche degli uomini stessi (capi o colleghi).

Queste pagine sono un modo per parlare di donne e mondo del lavoro attraverso esperienze pratiche, vissute, viste e raccontate. Qui non affrontiamo grandi problemi come il pay gap (che esiste), l’harassment sessuale, la discriminazione da codice penale, ecc. Sono piccole pratiche, che colpiscono (quasi) tutte e che ognuno di noi ha quantomeno testimoniato. L’obiettivo di descriverle è, come lavoratrici, di sentirci meno sole, meno strane. E contemporaneamente di capire che tutti, uomini e donne, abbiamo il potere di fare qualcosa contro di questo, con alcune piccole, costanti e coraggiose mosse di kung-fu.

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UNA GENEALOGIA DI DONNE CONTRO IL DOMINIO MASCHILE NEL MANAGEMENT: DALL’800 A OGGI

Proponiamo il video del webinar tenuto -lo scorso ottobre 2020- da Luisa Pogliana, Perché la sopraffazione del potere maschile nel lavoro è una battaglia continua, di tutti i giorni

Un webinar di Donnesenzaguscio, per SAFE-Centro Studi e Documentazione
Pensiero Femminile*, campagna “A Safe & Normal Day” per prevenire la violenza sulle donne.

La violenza sulle donne non è solo fisica, sessuale. Nel lavoro la violenza più diffusa è la discriminazione, frutto di una cultura manageriale maschile e spesso misogina, che ha gravi effetti: soprattutto, una clamorosa disparità retributiva e di carriera, che porta a un abisso tra la
ricchezza posseduta dagli uomini e quella delle donne. Per questo occorre che più donne entrino nei vertici aziendali per cambiare la natura del potere che lì domina. Da lì dipende la condizione di lavoro di tutte le donne, e di tutti.
Il potere maschile come dominio e controllo è il nodo contro cui le donne si sono battute fin dall’inizio del management. Che è stato fondato e pensato da loro: dalle studiose di metà 800 fino alle manager di oggi, accomunate dal contrasto al potere come sopraffazione.
Una genealogia che ci rafforza nella nostra visione e nel nostro impegno di oggi per un management differente.

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LE DONNE NEL MANAGEMENT CONTRO UN POTERE DI DOMINIO- Luisa Pogliana al Webinar  “A Safe & Normal Day” di SAFE-PensieroFemminile

Intervento di Luisa Pogliana

Una genealogia di donne nel management: una diversa concezione del potere.

Le precorritrici dell’800 e del 900

Beatrice Webb, 1858–1943, personalità poliedrica, è riformatrice sociale, ricercatrice, economista, ispiratrice del laburismo britannico, ideatrice e co-fondatrice della London School of Economics. E’ la prima grande studiosa dell’organizzazione del lavoro, la prima a dare una definizione del ruolo manageriale e del suo rapporto con i lavoratori. E’ lei che ‘inventa’ la contrattazione collettiva -”collective bargaining”- e definisce per una comissione parlamentare le linee guida di un welfare state. Dopo ricerche sulle cooperative, su lavoro e vita delle donne nelle fabbriche, sul sindacato, nel suo libro più importante Industrial Democracy introduce questo concetto, tuttora fondamentale: un management ‘democratico’, che riconosce il ruolo e gli interessi dei lavoratori nella vita dell’azienda, e li ritiene compatibili con una gestione aziendale efficiente, perchè l‘una cosa dipende dall’altra.

Mary Parker Follett, 1868–1933, riformatrice, consulente di Roosvelt per il Welfare State, crea e gestisce una rete di social community, luoghi di incontro, istruzione,

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Un passo in alto, oggi: NUOVA MISOGINIA, NUOVE DINAMICHE DI POTERE, NUOVE OPPORTUNITA’ Incontro online Lunedì 26 ottobre 2020 h 17

DONNESENZAGUSCIO con AIDP invita a un incontro online per a ragionare insieme sulla complessa e incerta situazione che stiamo vivendo nelle aziende, e come fronteggiarla.

Riportiamo l’introduzione che propone alcuni aspetti da cui partire, integrando con quanto sta succedendo ogni giorno .  Per collegarsi https://www.aidp.it/events/un-passo-in-alto-oggi.php

INTRODUZIONE di Luisa Pogliana

Nel nostro incontro prima dell’estate abbiamo esaminato la situazione creata nel lavoro dalle misure contro il covid, ma ora si sta evolvendo a grande velocità. Abbiamo sentito la necessità di questo incontro nel momento di rientro al lavoro e adesso ci troviamo già la prospettiva di altri confinamenti. Che cosa vediamo oggi nelle aziende che ci riguarda di più?

C’è voglia di ritornare nella socialità del lavoro (a cui le donne tengono molto), ma anche paura dei contagi. Quelli che si sono verificati in azienda portano blocchi improvvisi di aree di attività: non è possibile attuare nuovi modelli organizzativi stabili. In azienda sono rientrati soprattutto gli uomini, perché non c’è stata la sperata equa distribuzione della gestione familiare, anzi, ora appare più difficile dividere questi compiti

Anche le manager sono state a casa più dei manager uomini perché -come tutte- sentono di più la responsabilità verso i figli.

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Ripartire dalla situazione post covid: l’incontro on line di giugno su UN PASSO IN ALTO.

E’ stato un confronto ricco, con partecipanti da città e contesti diversi, una possibilità ‘unica’ di scambio. Abbiamo ripreso la discussione dagli aspetti critici e anche opportunità che la situazione post-covid ci richiede di affrontare.

Cosa è successo in questa crisi, che ci tocca di più?  Hanno preso corpo due politiche misogine: -Lavoro da casa, sradicato dall’azienda, funzionale per la gestione domestica: necessario nel blocco, ma prospettato ora come come futuro per le donne, per “risolvere la conciliazione”. – Ulteriore stretta alla presenza di donne nei ruoli decisionali: nessuna donna nelle task force.  Sono due aspetti del potere che vede una possibilità di ‘rimettere le donne al loro posto’: in un mercato che si restringe è più facile escludere le donne, e il clima sociale permette di svalutare il loro modo di essere nelle organizzazioni, nel management.  Le donne però vorrebbero rientrare al lavoro, e in buona parte con il lavoro flessibile, ovvero lo  smart working, non quello praticato in questi mesi sotto questo nome, che è invece lavoro a domicilio, un’altra cosa. Il lavoro flessibile, come richiesto dalle donne, ha cambiato i cardini organizzativi con un concetto: separare il tempo di lavoro dall’orario.

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UN PASSO IN ALTO, oggi: TENDENZE MISOGINE E UN’ORGANIZZAZIONE PER TUTTO IL LAVORO NECESSARIO PER VIVERE. 23 giugno, h 18 INCONTRO on line di DONNESENZAGUSCIO

Un passo in alto a Milano, un anno fa

Per collegarsi

https://zoom.us/j/99935576730?wd=Tkk0cVBmR0NDZFYwV0N1SmxBenlOUT09  

Meeting ID: 999 3557 6730  Password: 386826  (confermare a  luisa.pogliana@gmail.com)

Il mondo del lavoro è diventato più difficile, soprattutto per le donne. In un mercato più ristretto e più povero, quantità e qualità del lavoro tenderanno a spostarsi ancora più verso gli uomini, Diventa prioritario capire gli aspetti critici di questa contingenza, sapendo che è ancora fluida e alcune cose possono  rapidamente evolvere.

Tendenze misogine nelle politiche aziendali – Il potere non è cambiato, anzi, per gli uomini si è aperta una possibilità di ‘rimettere le donne al loro posto’. Prendono corpo politiche discriminatorie frutto della cultura misogina del potere: lavoro da casa sradicato dall’azienda e dequalificato, finalizzato anche a lasciare a totale carico delle donne la gestione domestica; ulteriore blocco di accessi femminili ai ruoli decisionali. Sono tendenze praticate durante la crisi sanitaria (nessuna donna nelle task force, lavorare da casa “risolve la conciliazione per le donne”).   Così il peso enorme che il blocco ha avuto sulle donne, ha suscitato in alcune un bisogno di riprendersi gli spazi personali, la vita a casa senza la frenesia per tenere insieme tutto.

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LA FASE ZERO PER LE DONNE? Un dibattito sugli effetti della crisi sanitaria sul lavoro delle donne

In questi mesi abbiamo visto le prove generali per il lavoro delle donne. Relegarle a lavorare da remoto togliendole dai ruoli qualificati, scaricando la gestione familiare ancora di più su di loro. E chiudere di più l’accesso ai ruoli di vertice (vedi formazione delle task force). Dobbiamo muoverci subito e di più. Né passi in fuori né in basso, puntiamo sempre al passo in alto .  Preoccupate, sì, ma niente è inevitabilmente predeterminato. Tocca a noi, come sempre.

Ne hanno discusso -con Chiara Lupi- Luisa Pogliana, Marilena Ferri, Michela Spera, Anja Puntari, Paola Pomi.  Qui potete seguire la discussione. […]

IO NON FINISCO CON ME di Luisa Pogliana

Alla mia età non ho problemi finanziari, ho una casa spaziosa, insomma, condizioni materiali più fortunate di altre per vivere questa reclusione. Però io ho sempre bisogno di lavorare, nel senso ampio di fare cose che sento utili, che hanno un senso per me. Per questo da anni sto portando avanti progetti su ciò che mi interessa di più: le donne nel management. Il blocco mi ha fermata di colpo. Mi sono sentita abbattuta e disorientata.

Ma nella vita mi sono trovata più volte a ridefinire la mia identità, perché le condizioni erano cambiate. Quando ho lasciato la militanza politica con il cuore a pezzi di delusione, ma poi sono stata più libera nel movimento delle donne. Quando ho dovuto lasciare il lavoro di una vita come manager perché la situazione non era più accettabile, ma poi sono diventata consulente internazionale lavorando in quattro continenti. Quando anche questo è finito per lo scoppio di una guerra dove stavo lavorando, ma così ho potuto dedicarmi totalmente alle attività che più mi coinvolgono. Lacrime e angosce ci sono state sempre, ma sempre è stato possibile costruirmi altre vite che mi andavano bene. I granchi cambiano il guscio perché è necessario per crescere.

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Napoli: ‘Un passo in alto’. Com’è andato l’incontro

L’incontro del 19 novembre, proposto da Donnesenzaguscio con AIDP Campania su fare ‘Un passo in alto’,  è stato utile e anche sorprendente, con il contributo di donne notevoli. Un momento per discutere liberamente tra donne, non un convegno. Mettersi in gioco per arrivare ai livelli decisionali più alti ha portato in evidenza un problema molto sentito: la persistenza, più che in altri territori, di una cultura patriarcale su ruoli famigliari e maternità. Ma si è visto che è possibile liberarsi dei freni dentro di noi e tenere la nostra identità intera, che ci sono politiche aziendali possibili per sostenere lo sviluppo professionale delle donne anche in momenti di difficoltà, che si può fare l’alleanza con gli uomini, e che è necessario osare, che molto aiuto può venire dallo scambio tra donne. Soprattutto, abbiamo parlato tutte, partendo dalla nostra storia ed esperienza. Come ha detto un delle donne presenti “Mi piace questo titolo ‘Un passo in alto’. è molto positivo’. Ecco di seguito un rapportino più accurato della nostra discussione.

Napoli 19 novembre 2019. ‘Un passo in alto’. Le ragioni di questa proposta Oggi c’è una consapevolezza delle prevaricazioni che troviamo nei luoghi di lavoro: l’incredibile gap retributivo e di carriera,

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“Le nostre voci devono stare dove si prendono le decisioni” Donne suore e laiche manifestano per l’uguaglianza nella chiesa

“Le nostre voci devono stare dove si prendono le decisioni, dove cambiano le cose” “Occorre un processo di cambiamento autentico che porti le donne a ricoprire ruoli di responsabilità” “Adottare e definire dei piani di inclusione reali, per far sentire le voci delle donne all’interno dei processi decisionali”. Questi gli obiettivi di Voices of Faith, una rete di donne nella Chiesa, religiose e laiche, che si stanno battendo perché le donne ‘contino’ come gli uomini nei luoghi decisionali delle istituzioni della Chiesa, anche con il diritto di voto oggi negato. Il 3 ottobre a Roma faranno una iniziativa pubblica in occasione di una assemblea speciale del Sinodo, dal quale sono escluse.

Questi anche i nostri obiettivi di donne nel management. Le donne sono dappertutto, fare questo passo in alto è necessario dappertutto.

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