“Donne manager: Di quale formazione abbiamo veramente bisogno?” Luisa Pogliana

‘Leadership femminile’. E’ il titolo di ormai numerosi corsi di formazione manageriale per donne, alcuni orientati più specificamente all’assunzione di ruoli di vertice. In particolare, oggi, in fase di attuazione del legge sulle quote). Questo ha un aspetto interessante, perché lo sforzo delle donne è spesso rivolto più a sviluppare le skill di competenza che quelle del fare carriera, nel senso dell’assumere ruoli decisionali. Ma è utile considerare questo strumenti formativi ponendosi qualche domanda. Prima di tutto una di portata generale: perché oggi la formazione è per certi aspetti in crisi? Una delle risposte è che si insegna ciò che si sa insegnare senza porre alle persone interessate la domanda ‘di cosa senti bisogno?’ Prevale l’impostazione ‘ti dico io quello che ti serve, so io di cosa tu hai bisogno’. Tanto più questo succede per la formazione manageriale delle donne. Raramente si pone la domanda: ‘di cosa senti veramente il bisogno come donna?’. Lo schema che vediamo più spesso è una formazione gestita da società che fino a ieri -e anche oggi- hanno ritenuto giusto e unico possibile proprio il modello manageriale che ha escluso le donne dai luoghi decisionali, e più in generale le ha penalizzate nel percorso aziendale.

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La differenza femminile e i due maglioni

Recentemente si è tenuto a Bologna un incontro di AIDP e Fondazione Spaltro, su ‘Le competenze sprecate’, che sono poi le competenze femminili non valorizzate e non utilizzate dalle aziende. Nel suo intervento, Isabella Covili ha usato una efficace metafora, subito ripresa da qualche giornale: “E’ come se, in una giornata di gelo invernale, una persona freddolosa che ha due maglioni uscisse di casa mettendone uno addosso e tenendo l’altro in mano”.

Ecco, delle competenze femminili in azienda e di leadership femminile ormai si parla molto. Ma in realtà è un discorso che, come Isabella ha messo in evidenza con i suoi due maglioni, non è realmente acquisito nella cultura aziendale. E in ogni caso rimane chiuso in una visione riduttiva, limitata ad alcune caratteristiche attitudinali. Infatti, quelle che correntemente si considerano le differenze che le donne portano nel management -e che in alcuni casi le donne stesse puntano a valorizzare agli occhi dell’azienda- sono definite in modo abbastanza preciso: competenza emotiva, attenzione alle persone, capacità di relazioni, lavorare e far lavorare in gruppo… Tutte cose che dovrebbero essere parte del bagaglio manageriale, e che le donne effettivamente hanno più spesso degli uomini, qualunque ne sia l’origine.

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