Distinguere il tempo dall’orario. Un articolo di Luisa Pogliana (estratti dal libro “Esplorare i confini. Pratiche di donne che cambiano le aziende”, in uscita a settembre, Guerini)

Responsabilità, obiettivi, fiducia, flessibilità, tempo. E’ l’onda del momento, dovuta all’esplosione di interesse per il cosiddetto lavoro agile, smart work. In realtà sono anni e anni che le donne dicono e fanno molto dentro le aziende rispetto a questo. Perché, a partire dall’esperienza personale della maternità e del farsi carico di tutte le necessità della vita oltre il lavoro, le donne hanno portato in azienda proprio la questione del tempo.  E’ questo che ha messo in discussione l’organizzazione del lavoro. Nessun’altra rivendicazione ha premuto così potentemente sulla necessità di cambiarla. Ed è stata -bisogna ricordarlo- una battaglia proprio delle donne, a tutti i livelli di inserimento nel lavoro, portata avanti (e ancora in corso) prima di qualunque intervento sindacale, anzi, premendo anche sul sindacato perché si muovesse in questa direzione.

L’organizzazione che conosciamo non prevede un adattamento reciproco tra la realtà delle persone che lavorano e la struttura organizzativa. Esclude la vita e tutto il lavoro necessario per vivere perché si fonda sull’idea che in azienda si lavora, e poi si vive fuori dal lavoro. Ma molte donne manager hanno attuato politiche che riportano alla realtà: l‘organizzazione del lavoro viene cambiata per tenere conto delle esigenze complessive della vita.

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