Luisa Muraro

Luisa Muraro è morta in questi giorni. Un momento che ci fa pensare ancora di più a quanto le dobbiamo. Ha portato un forte vento di cambiamento, ha seminato i suoi pensieri, li ha radicati. Dei frutti ci siamo nutrite un po’ tutte. Anche senza esserne consapevoli. Penso che se la sua parola si radica è perché serve nella realtà. A me è successo così.

Ho sempre faticato con la filosofia, perché spesso mi sembra piena di astrazioni. Ho fatto fatica anche a comprendere il linguaggio dei primi libri di Muraro che leggevo. Poi ho visto come metteva i piedi per terra, e di quello mi sono abbeverata.

Per esempio, un ricordo strano è di quando cominciavo a conoscerla, e avevo appena letto ‘Guglielma e Maifreda. Storia di un’eresia femminista’. Una storia bellissima, vista con occhi nuovi -per me- e pensieri chiari. Tanto che l’ho raccontata alla mia allora nipotina. E la piccola si è coinvolta: siamo andate a visitare dove era stata sepolta Maifreda, come indicato nel suo libro. Racconto questo episodio perché forse sarebbe piaciuto a Muraro, che si scioglie sempre quando scrive dei ‘piccoli’, delle ‘creaturine’ o delle bambine vestite e pettinate accuratamente dalle mamme…

L’impronta più importante  mi è venuta dal libro ‘Autorità’, dove Muraro separa l’autorità dal potere, e mostra la differenza dell’autorità femminile.

Nel mio lavoro di manager, e nel mio lavoro politico con altre donne manager, ci siamo trovate sempre a combattere un potere che è dominio e controllo. L’autorità femminile invece si fonda sulle relazioni, sui propri comportamenti e le proprie capacità, sul perseguire il bene comune. Ma è stato difficile mettere in uso la parola ‘autorità’ in questo senso, perché nel parlare comune resta spesso schiacciata sotto il peso del ‘potere’.

Cos’è l’autorità femminile, credo di averlo capito nella pratica. Quando ho letto ‘Autorità’ di Muraro, facevo da tempo  la manager, e ci riuscivo, senza tener conto dei modelli  a cui era richiesto di adattarsi. E non mi riferivo a nessun’altra teoria. Era quello che ritenevo giusto, era il mio modo di essere. Questo libro mi ha dato illuminazione e conferma del valore di quello che facevo nella mia realtà quotidiana.

Sì, Muraro stava nella realtà, sviluppava il suo pensiero guardando come le donne pensano e fanno.

Infatti quel modo di essere manager io l’ho trovato presto come fattore comune nelle altre donne manager con le quali ho poi fondato donnesenzaguscio.

Essere noi stesse è sempre il punto essenziale del nostro agire, della nostra autorità.

E tutte noi, in vari modi, abbiamo incontrato il pensiero di Muraro. E ci siamo arricchite

Per questo oggi siamo tutte qui, per ringraziarla.

 

Luisa Pogliana

con Isabella Covili, Anna Deambrosis, Pina Grimaldi, Marilena Ferri, Paola Rocca.

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