Un passo in alto, oggi: Segnali Positivi 17 marzo 17.30

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Marzo

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invito all’incontro
Un passo in alto, oggi: Segnali Positivi
Mercoledi 17 marzo, h 17.30 -19.30
Donnesenzaguscio con la collaborazione del Centro Studi Pensiero Femminile

 

Non siamo impazzite per proporre di parlare di Segnali Positivi, non ci simo dimenticate della gravità della situazione soprattutto per le donne. Ma ci aiuta vedere che nonostante l’indebolimento della presenza femminile nel lavoro -causa covid- le donne non arretrano nella consapevolezza e nell’agire. Ci sono segnali da raccogliere.

Cominciamo dal nuovo Governo, non per discuterne, ma per alcuni aspetti del programma che ci toccano di più. “.. uno dei peggiori gap salariali tra generi…. una cronica scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo. ..bisogna garantire parità di condizioni ... un sistema di welfare per superare la scelta tra famiglia o lavoro….”   Certo non ci aspettiamo che il governo con qualche legge risolva tutto questo. Però è la prima volta che questi obiettivi entrano nel programma di un Governo italiano. E’ già un risultato delle lotte che abbiamo fatto contro queste vertiginose discriminazioni. Se noi non avessimo parlato e agito questo non sarebbe successo, non se ne parlerebbe: noi abbiamo reso il problema visibile e non più evitabile. Non sottovalutiamo l’importanza di quello che facciamo.

Resta sempre a noi continuare ad aprirci spazi su questi problemi. Sappiamo che le condizioni di lavoro eque si creano se cambia la cultura di chi in azienda decide le politiche, quasi tutti uomini e molti misogini. Che per cambiare la squilibrata gestione domestica non basta il welfare, serve una battaglia culturale, in casa e in azienda: perché l’altra faccia del comportamento ‘privato’ è la cultura maschile del lavoro, del tempo, della separazione dal resto della vita.  A questo potremmo dedicare un prossimo incontro

E’ utile allora vedere che ci sono donne che stanno facendo succedere cose positive.   Le manager in ruoli decisionali alti, quelle che non si sono schiacciate sul modello maschile, hanno per questo un effetto trainante: le altre donne riconoscono e si fidano della loro autorità e si sentono più sicure di assumere ruoli di responsabilità in un modo in cui si ritrovano.   Le manager vedono le potenzialità delle più giovani, le promuovono a ruoli di maggiore responsabilità, le sostengono nel percorso, per rafforzare la consapevolezza della propria identità, sempre sotto attacco. Altre lavorano a cambiamenti organizzativi  che vanno nella stessa direzione.  Questo è reso possibile anche perché ci sono più giovani donne ambiziose che vogliono farsi avanti.  Queste relazioni tra donne dunque sono sono preziose.Vedremo queste esperienze negli interventi,

Proprio per questa determinazione femminile che non si ferma la misoginia si diffonde come rivalsa. Ma si può bloccarla, cominciando a saper riconoscere la misoginia quotidiana, a volte subdola (soprattutto per chi ha meno esperienza).  Una di noi, ragionando su esperienze vissute, ne ha tratto un articolo-manualetto (messo link nell’invito): non parliamo di grandi problemi come il paygap ecc…sono piccole pratiche, che colpiscono tutte, Ma abbiamo il potere di contrastarle con alcune piccole, costanti e coraggiose mosse di kung-fu”. Ci sono dunque strumenti per arricchirci nella capacità di bloccare il ‘maschilismo tossico’, e se lo troviamo utile possiamo parlarne in un incontro successivo.

Per oggi e per dopo proponiamo di discutere su questi punti:

-continuare a conoscere e ragionare sulle partiche positive che le manager adorttano in azienda( compreso il coinvolgimento degli uomini)

– fare una campagna culturale sulla divisione del lavoro domestico a diversi livelli, che per noi impica anche com potrebbe essere l0organizzazione del futuro

– arricchirci di strumenti per contrastare la misoginia quotidiana

Link per collegarsi:   https://uniupo-it.zoom.us/j/87515374065?pwd=WkRHOXQ1QXlqUTlFVHd5cmc4TFBVdz09

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