Chi siamo

Donnesenzaguscio nasce come luogo di incontro tra donne che condividono la realtà di essere donna e manager. E l’interesse a ragionare su come è possibile ricoprire ruoli decisionali senza adattarsi ai modelli dati, ma portando lì il nostro punto di vista di donne. Vogliamo valorizzare e far circolare pensieri e pratiche innovativi che vengono dalle donne nel management. Per allargare gli orizzonti manageriali con beneficio per le aziende e per chi vi lavora. Qui il nostro punto di vista

Eventi

Donnesenzaguscio con AIDP – INCONTRO: UN PASSO IN ALTO Più donne nei vertici aziendali per cambiare la natura del potere. 8 maggio Milano

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mercoledì

08

maggio

alle ore:

17 puntuali -19.30

 

Milano piazza IV Novembre 5 Palazzo del Lavoro GI Group

 

DONNESENZAGUSCIO con la partecipazione di AIDP Lombardia invita all’incontro

UN PASSO IN ALTO

Più donne nei vertici aziendali: cambiare la cultura e la natura del potere.

Milano 8 maggio h 17.00 -19.30 puntuali.Palazzo del Lavoro, Gi Group p.zza IV Novembre 5

Un’ondata di forza, in questi tempi difficili, viene dalle donne di tante parti del mondo, anche nel mondo del lavoro. Il movimento MeToo, un esempio noto, ha incrinato un sistema di ricatti sessuali nel lavoro dello spettacolo. Nella nostra realtà c’è consapevolezza diffusa delle prevaricazioni che troviamo nei luoghi di lavoro. Soprattutto un incredibile gap retributivo e di carriera, che crea un abisso tra la ricchezza delle donne e degli uomini: il lavoro delle donne vale sempre meno di quello degli uomini. Tutto questo è ormai percepito come un sistema inaccettabile. Ma per contrastare le discriminazioni non basta che venga fatto un po’ di spazio alle donne e alla loro differenza. Bisogna cambiare la cultura del contesto in cui ci troviamo, la natura del potere che oggi domina.

Infatti, la legge che vincola i CDA ad almeno un terzo di componenti donne ha raggiunto l’obiettivo,

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Luisa Pogliana di donnesenzaguscio, Michela Spera dirigente FIOM, Giordana Masotto della Libreria delle Donne: cosa ci fanno insieme nell’assemblea delle metalmeccaniche?

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Cosa ci fanno insieme Luisa Pogliana manager di donnesenzaguscio, Michela Spera sindacalista dirigente FIOM, Giordana Masotto femminista della Libreria delle Donne? Al congresso nazionale FIOM Michela e la segretaria nazionale Francesca Re David ci hanno invitate all’assemblea delle metalmeccaniche. Convinte che come donne con una diversa visione del mondo del lavoro, abbiamo obiettivi comuni su cui mettere in campo più forza. L’azienda è costruzione comune, il lavoro è bene comune. Assemblea piena di forza e passione e pochi pregiudizi. Anche questo è un passo in alto.

“Guardare al futuro come solo le donne sanno fare” ha detto Francesca Re David nel suo intervento di apertura del Congresso.

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Congresso FIOM: Luisa Pogliana invitata all’assemblea delle metalmeccaniche

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giovedì

13

dicembre

alle ore:

18

 

Riccione


Riccione, 13 dicembre Ore 18.00   

 «Il Lavoro ha: parlano le metalmeccaniche».
Partecipano: Giordana Masotto (cofondatrice della Libreria delle donne di Milano), Luisa Pogliana (Donne senza guscio), Lola Santos Fernàndez (docente dipartimento di Scienze politiche, Università di Siena), Lella Palladino (presidentessa D.i.Re, rete dei centri antiviolenza), Antonella Veltri (vice presidentessa D.i.Re), un’attivista di «Non una di meno»

Fino a qualche settimana fa non mi sarei nemmeno vagamente immaginata di ricevere questo invito. Che per me contiene l’idea di una possibile relazione tra donne manager e sindacaliste a partire da un fondamentale punto di incontro: l’interesse per le persone che lavorano e per i destini delle azienda. Che non sono separabili. Un’azienda funziona bene se tutti lavorano bene e vivono bene.

Abbiamo anche in comune la necessità di cambiare la cultura maschile delle nostre rispettive organizzazioni. Perché, come dappertutto, i ruoli decisionali sono territorio degli uomini, dunque lì si forma e agisce una cultura che penalizza le donne, limita la nostra libertà e frena il cambiamento oggi indispensabile. Ma i tempi sono maturi per portare il nostro differente punto di vista -sul lavoro,

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Contributi

Meglio rischiare che subire. Intervento di Luisa Pogliana all’Avvenimento ‘L’etica incarnata’ di Assoetica

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 17 maggio, 15-19 dibattito, presso Spazio 36, v.le Umbria 36, Milano

 

Meglio rischiare che subire. Il coraggio delle donne nel management. 

Difficile parlare di quello che si è fatto perché sembra narcisismo, eppure serve a trasmetterci forza e idee, e si può costruire qualcosa di inaspettato. A me è successo. Devo dire che una cosa che ho sempre sentito è stato un senso di giustizia e di libertà. Non so perché e poco importa, non me ne faccio un merito. So che l’ho praticato in vari modi nei diversi tempi. Dal volontariato, al sindacato, alla politica militante, al femminismo. E questo è stato una svolta. La politica delle donne è stata entusiasmante perché riguardava direttamente me, la mia libertà, era una prospettiva nuova. Nel confronto tra donne ognuna partiva da sé, dalla sua vita, non da schemi ideologici, e così si prendeva consapevolezza di una situazione comune e delle cause, che ci portava a cercare di cambiare quel contesto. Perché sappiamo bene che il cambiamento non viene dall’alto, soprattutto se sei donna, e l’alto -il potere- è degli uomini.Tutto questo mi ha aiutata nel mio lavoro in azienda.

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Introduzione di Luisa Pogliana all’incontro ‘UN PASSO IN ALTO. Più donne ai vertici per cambiare la natura del potere’ 8 maggio Milano

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Parliamo ormai da anni del nostro pensiero e delle nostre pratiche differenti come donne manager. Oggi credo che siano maturi i tempi per fare un salto di qualità. Partiamo da un fatto. La legge che vincola i Consigli di Amministrazione a una presenza di donne almeno al 30% ha raggiunto l’obiettivo. Tuttavia poco è cambiato nelle aziende .

Perché nel CdA il potere di indirizzo sulle politiche aziendali spetta all’amministratore delegato, alcuni top manager e rappresentanti degli azionisti. Le altre figure -sindaci e consiglieri- hanno più che altro compiti di controllo. E proprio in queste cariche si concentrano – due terzi- le donne oggi nei Cda. Conseguenza del fatto che se non ci sono donne nei ruoli di AD e di top manager in azienda, non ce ne saranno nemmeno nei ruoli decisivi del Cda. Inoltre il Cda (almeno in Italia) si occupa degli indirizzi dell’azienda. Ma come fare a realizzarli, si decide dentro l’azienda, ai livelli più alti del management

Il top management -dove effettivamente si decidono le politiche aziendali- resta però territorio degli uomini.

Sappiamo quanto inutilmente sono state blandite le aziende con ricerche sui vantaggi economici portati da più donne ai vertici.

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Pioniere dell’organizzazione. Un management che nasce dall’esperienza. Luisa Pogliana su ‘Sviluppo&Organizzazione’

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Una continuità corre dalle studiose di organizzazione di metà 800 fino alle manager di oggi. Beatrice Webb, co-fondatrice della London School of Economics, introdusse il concetto di Industrial Democracy. Mary Parker Follett, “a management prophet”, scrisse dei pessimi effetti sul business del potere come “power over”. Joan Woodward smentì un modello organizzativo senza verifiche di realtà, ma funzionale a un management autocratico. Donne manager di oggi rifiutano il potere come esercizio di comando e controllo che blocca potenzialità e innovazione. Tutte hanno cambiato le concezioni organizzative, manageriali, del potere. Perché le donne? Pensiamo alla loro comune esperienza di vita in una società patriarcale, nella sopraffazione di un potere che non consente la loro libertà, impedisce l’espressione di capacità, azioni, pensiero che arricchirebbero persone, aziende e società.

Qui trovate l’articolo in pdf  Le pioniere del management

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Un passo in alto: politiche di donne top manager per portare più donne in ruoli decisionali. Un piano di Marilena Ferri in Autogrill

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Le donne entrate nel top management possono incidere sul lavoro anche delle altre donne. Le donne con ruolo di AD sono il 50% più propense degli uomini ad avere donne come responsabili della finanza -CFO, territorio fortemente maschile- o responsabili di business unit (ricerca Credit Suisse ,Gender 3000). Ma c’è di più: donne in posizioni di vertice attuano progetti per portare altre donne a ruoli di responsabilità. Ecco una eccellente esperienza di Marilena Ferri, HR & Organization di Autogrill (internazionale).

“La nostra azienda -come altre- ha una manodopera a maggioranza femminile, ma salendo di livello le donne si riducono a poche. Analizzando le promozioni, abbiamo visto che si inverte la proporzione di uomini e donne passando dal livello impiegatizio al livello quadro, e ancora di più al momento del passaggio alla dirigenza. E già nelle preselezione di chi candidare alla dirigenza, le donne vengono scelte quando già hanno fatto esperienze positive, mentre gli uomini in base alle potenzialità. Per cui molte arrivano sì ai ruoli dirigenziali, ma più tardi. Vengono tenute ferme per un po’, mentre gli uomini crescono, anche in retribuzione. In Italia, per valutare le candidature alla dirigenza -e per livelli assimilabili di middle management per i paesi esteri dove la dirigenza non esiste –

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