Chi siamo

Donnesenzaguscio nasce come luogo di incontro tra donne che condividono la realtà di essere donna e manager. E l’interesse a ragionare su come è possibile ricoprire ruoli decisionali senza adattarsi ai modelli dati, ma portando lì il nostro punto di vista di donne. Vogliamo valorizzare e far circolare pensieri e pratiche innovativi che vengono dalle donne nel management. Per allargare gli orizzonti manageriali con beneficio per le aziende e per chi vi lavora. Qui il nostro punto di vista

Eventi

Congresso FIOM: Luisa Pogliana invitata all’assemblea delle metalmeccaniche

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giovedì

13

dicembre

alle ore:

18

 

Riccione


Riccione, 13 dicembre Ore 18.00   

 «Il Lavoro ha: parlano le metalmeccaniche».
Partecipano: Giordana Masotto (cofondatrice della Libreria delle donne di Milano), Luisa Pogliana (Donne senza guscio), Lola Santos Fernàndez (docente dipartimento di Scienze politiche, Università di Siena), Lella Palladino (presidentessa D.i.Re, rete dei centri antiviolenza), Antonella Veltri (vice presidentessa D.i.Re), un’attivista di «Non una di meno»

Fino a qualche settimana fa non mi sarei nemmeno vagamente immaginata di ricevere questo invito. Che per me contiene l’idea di una possibile relazione tra donne manager e sindacaliste a partire da un fondamentale punto di incontro: l’interesse per le persone che lavorano e per i destini delle azienda. Che non sono separabili. Un’azienda funziona bene se tutti lavorano bene e vivono bene.

Abbiamo anche in comune la necessità di cambiare la cultura maschile delle nostre rispettive organizzazioni. Perché, come dappertutto, i ruoli decisionali sono territorio degli uomini, dunque lì si forma e agisce una cultura che penalizza le donne, limita la nostra libertà e frena il cambiamento oggi indispensabile. Ma i tempi sono maturi per portare il nostro differente punto di vista -sul lavoro,

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Il lavoro ha bisogno di femminismo. Discussione alla Libreria delle Donne di Milano. Con un intervento di Luisa Pogliana

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domenica

07

ottobre

alle ore:

10-13.30

 

Libreria delle Donne, via Pietro Calvi 29, Milano

Essere invitata a parlare di questo tema in quest’ambito, mi sembra un bel riconoscimento delle politiche di molte manager che cambiano le aziende. Un incontro tra donne di mondi diversi. Parlerò delle ragioni della nostra ambizione a prendere il governo delle aziende, per farlo a modo nostro.  Luisa Pogliana

Invito alla redazione allargata di ‘via Dogana 3’

Il lavoro ha bisogno di femminismo

«Oggi molestie ed espliciti ricatti sessuali nel lavoro hanno lo scopo di frenare le ambizioni e la libertà delle donne. …anche chi non ne ha esperienza diretta, intuisce e sperimenta che sono solo la punta di un iceberg di sopraffazione sottile e pervasiva che continua a inquinare lavoro e istituzioni. …La novità è che quei segnali cominciano a essere percepiti come un sistema ed è questo sistema che sta diventando inaccettabile agli occhi di tante.»

Ambizione, libertà, MeToo, misoginia, potere: sono alcune delle parole chiave di uno scenario in mutamento che ci sollecita a osare. A fare un passo oltre, forti di quanto già detto in Immagina che il lavoro. In quali direzioni?    Avvierà la discussione Giordana Masotto a partire dal suo articolo Il lavoro ha bisogno di femminismo pubblicato nel nuovo Sottosopra-settembre 2018,

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UN PASSO IN ALTO. Dibattito con Marzia Gorini e Luisa Pogliana. UDINE 16 APRILE

UN PASSO IN ALTO
PERCHE’ DOBBIAMO NUTRIRE LA NOSTRA AMBIZIONE AI RUOLI DECISIONALI
“Conquistarci più presenze nei ruoli decisionali alti è forzare una limitazione della nostra libertà. E può cambiare la cultura e le politiche aziendali. Cultura oggi maschile che svaluta il lavoro delle donne, provocando un danno vasto nelle nostre vite. Ma è maturo il tempo di spazzare via queste sopraffazioni”
Dibattito con Luisa Pogliana, condotto da Marzia Gorini, di Leadership Femminile Positiva
16 aprile, ore 19, Udine, Via F.Asquini, 16 c/o Evoluzione Armonica

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Contributi

LA PARTE CHE STA NELLE NOSTRE MANI. Qualche dato insolito e incoraggiante. Un contributo di Luisa Pogliana su L’Impresa

L'Impresa

L’accesso delle donne ai vertici delle aziende tocca il ricambio delle élite, che si riproducono uguali a se stesse. Se lì prevalgono gli uomini, le donne sono tenute fuori, e la cultura aziendale resta maschile, penalizzante per le donne. Non possiamo dunque aspettarci un cambiamento se non ci muoviamo noi: guardiamo a quella parte del problema che sta nelle nostre mani, per fare un passo in alto. I dati sull’occupazione femminile a Milano permettono  riflessioni incoraggianti.

MILANO, UN ESEMPIO STRAORDINARIO

Nel 2016 per la prima volta l’Istat ha fornito una rilevazione sulla forza lavoro nelle grandi città italiane1, da cui emerge la straordinaria situazione di Milano. L’occupazione femminile è altissima (70%) superando per quantità e qualità dei posti occupati le altre grandi capitali europee. La metà delle persone che lavorano sono donne, molto più istruite degli uomini (laureate 60% vs 35%). E sono presenti in misura più o meno uguale agli uomini in quasi tutti i settori e livelli di qualificazione. Si può dire, con piacere, che le donne nel lavoro -almeno in questa città- sono dappertutto. O quasi dappertutto. Infatti le donne restano sottorappresentate nelle posizioni di vertice,

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LIBERARE L’AMBIZIONE AI RUOLI DECISIONALI Luisa Pogliana su ‘DIREZIONE DEL PERSONALE’ (settembre)

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L’accesso delle donne ai vertici aziendali tocca una posta importante: il ricambio delle élite, che tendono sempre a riprodursi uguali a se stesse. E questa è una élite maschile. Così la cultura aziendale, che lì si forma, continua a essere maschile. Con conseguenze pesanti nella vita delle donne. Ma c’è consapevolezza diffusa di questa sopraffazione e  la voglia di spazzarla via. Più donne consapevoli nei ruoli decisionali alti possono cambiare questa cultura. I tempi sono maturi per questo passo in alto. 

 

UN PASSO IN ALTO  Liberare la nostra ambizione ai ruoli decisionali

La legge che vincola i Consigli di Amministrazione a una presenza minima di donne al 30% ha raggiunto l’obiettivo. Un segnale di valore anche simbolico. Tuttavia, poco sembra cambiato nelle aziende. Per varie ragioni.
Innanzitutto non basta entrare nei Cda per prendere le decisioni che contano, nel consiglio ci sono diversi ruoli: il potere di indirizzo spetta all’amministratore delegato con alcuni top manager e azionisti principali. Le altre figure -sindaci e consiglieri nominati- hanno compiti più di controllo. E le donne si concentrano proprio lì (oltre i due terzi). D’altra parte, è anche un effetto della situazione a monte: se poche sono le donne che nelle aziende hanno il ruolo di amministratore delegato o top manager,

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PERCHE’ DOBBIAMO PUNTARE AI VERTICI. Un articolo di Luisa Pogliana, ‘L’IMPRESA’, luglio 2018

Logo L'Impresa

 

Le politiche aziendali si fanno nel top management, che resta sostanzialmente maschile. E’ più di una limitazione della nostra  libertà: in quei luoghi si forma la cultura aziendale, e se lì  ci sono solo uomini continua ad essere maschile, sminuendo il valore del lavoro delle donne con conseguenze pesanti a cui spesso non si pensa. Dobbiamo muoverci noi, per portare nei luoghi decisionali alti più donne, ma con un pensiero differente. Facciamo un passo in alto.

Qui potete leggere l’articolo in formato pdf.

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UN PASSO IN ALTO. Un articolo di Luisa Pogliana sul sito della Libreria delle Donne

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23 maggio 2018
 Metterci in gioco per i ruoli decisionali, starci con i propri princìpi, non comporta solo fatica e rischi. C’è il piacere di muoversi con signoria negli spazi sempre preclusi. Il piacere può riconfigurare quello spazio. E il piacere è strettamente legato alla libertà. Lì possiamo incidere, inventare delle cose, scegliere come farle. Fidandoci di noi stesse e di altre con cui abbiamo costruito relazioni.

Un passo in alto.
Più ambizione per tutte. E insieme

di Luisa Pogliana

La legge che vincola i Consigli di amministrazione a una presenza minima di donne al 30% in pochi anni ha raggiunto l’obiettivo. Un segnale di valore anche simbolico. Tuttavia, poco sembra cambiato nelle aziende. Infatti non basta entrare nei Cda per prendere le decisioni che contano: il potere di indirizzo spetta all’amministratore delegato con alcuni top manager e azionisti principali. Le altre figure dei Cda – sindaci e consiglieri nominati – hanno compiti più di controllo. Le donne si concentrano proprio lì. Inoltre il Cda si occupa delle linee guida per la gestione aziendale. Ma cosa fare per attuarle si decide dentro l’azienda, nel top management.

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