Giuseppe Varchetta a proposito di “Donne senza guscio” per “Direzione del Personale”

Più che una recensione, un contributo importante di ragionamento sui temi proposti dal libro, viene da Pino Varchetta, psicologo molto noto soprattutto nell’ambito della formazione. Ecco il suo articolo apparso su Direzione del Personale, rivista dell’AIDP.

Ormai molti anni fa, nel 1988, un filosofo italiano pubblica un libro Sguardo e destino con il quale sembra prendere congedo dalla filosofia mentre, all’opposto, conduce per mano il pensiero filosofico nel render conto alla cultura dei soggetti umani che il mondo si offre di per sé pieno di enigmi, che per essere colti, compresi, necessitano di un lasciarsi alle spalle il rigore passato. “Sguardo e destino”, appunto, che può essere accostato alla ricerca di Luisa Pogliana sui percorsi aziendali di un gruppo di trenta ‘donne in carriera’, manager tutte con rilevanti responsabilità nell’organizzazione di appartenenza e con l’obiettivo consapevole di cercare di restare donne.
Fin dal suo incipit l’autrice parla di uno sguardo (etnografico) che, al di là di quello dominante, lo sguardo maschile, può svelare “quello che altrimenti resta tacito e latente” (ivi pag. 8), mettendo in luce “i meccanismi di penalizzazione coperti da negazione e silenzio” (ibidem). Occorre una svolta epistemologica, uno sguardo femminile che offra alla ricerca psicosociologia sulla condizione della donna nell’organizzazione aziendale del nostro Paese,

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Un altro modo di governare le aziende. PRATICHE DI CAMBIAMENTO – LE ESPERIENZE di PATRIZIA DI PIETRO, ANNA DEAMBROSIS, PINA GRIMALDI e ALESSANDRA RIZZI

Pubblichiamo qui alcune pratiche di cambiamento importanti realizzate da donne manager. Questi sono i racconti di Patrizia Di Pietro, Anna Deambrosis, Pina Grimaldi e Alessandra Rizzi.

Come ormai prassi nelle grandi multinazionali, nella mia azienda adottiamo politiche attive di Diversity management, che nel nostro caso in Italia hanno riguardato finora sostanzialmente le donne. Con l’obiettivo di avere una buona presenza di donne in tutti i livelli organizzativi. Operando nell’ambito di queste iniziative, ho avuto particolare attenzione sia all’inserimento di donne dall’esterno attraverso assunzioni, sia alle promozioni interne all’organizzazione, con il risultato di aver assunto o promosso diverse donne in posizioni di responsabilità e aver visto “spostarsi” l’ago della bilancia della distribuzione del potere. Questo risultato è stato ottenuto agendo in diverse direzioni.
Innanzitutto quello di aumentare la presenza di donne in ruoli di responsabilità è diventato un esplicito obiettivo della Direzione del Personale che è stato assunto con interesse e sfida sia dal team di recruitment, sia dagli HR business partner. Per essere efficaci nella ricerca di manager donna abbiamo richiesto precisi impegni agli head hunter ingaggiati: per qualunque ricerca loro assegnata, ci deve essere sottoposta una short list di candidati che contenga almeno una donna;

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IL FUTURO DEL MANAGER: ATTEGGIAMENTI E COMPETENZE DI DOMANI

lunedì

18

marzo

alle ore:

 

AIDP- Federprofessional- Manageritalia – FMQ- Assores – Assoconsult – 10 ottobre 2011, ore 15-18 , Biblioteca del CNEL Viale David Lubin – Roma

Il mondo del lavoro che ci aspetta è un mondo diverso, dove il lavoro e la sua organizzazione non saranno più gli stessi. In questo futuro prossimo come si declinerà il ruolo del manager? Abbiamo pensato di approfondire questo tema prendendo spunto dal libro
Microsoluzioni. Piccole storie esemplari di vita d’azienda
di Isabella Covili Faggioli,
e parlandone con alcuni degli attori principali del mondo del lavoro:
Filippo Abramo– Presidente Nazionale AIDP, Vincenzo Acquaviva-Presidente Federmanager Quadri, Alberto Bernard-Director Global Strategic Initiatives ,Pfizer Global Supply, Roberto Betti-Presidente Emerito FederProfessional, Isabella Covili Faggioli- Autrice del libro “Microsoluzioni”, Marcella Mallen– Presidente Manageritalia Roma, Gilberto Marchi-Presidente Assores/Assoconsul, Giovanni Meli- Direttore del Personale Sielte Spa, Luisa Pogliana– Presidente Associazione “Donne senza Guscio”, Mauro Sirani Fornasini – Amministratore Delegato Intertaba Phlip Morris.

Riportiamo l’intervento di Luisa Pogliana.

A fronte di questa crisi di sistema, sembra chiaro che il management dominante ha fallito, e che cambiamenti sostanziali sono indispensabili. C’è bisogno di nuovi modi di pensare e di agire, perché quelli vecchi continuerebbero a generare gli stessi risultati.

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UN ALTRO MODO DI GOVERNARE LE AZIENDE. PRATICHE DI CAMBIAMENTO

La donna porta con sé una diversa concezione del lavoro e del modo di essere manager: la vita e le persone non possono essere fatte a pezzi, il lavoro non può essere inteso come un tempo separato, i ruoli sociali non impediscono di essere se stessi. Da qui discendono un diverso modo di intendere il potere, l’organizzazione, il funzionamento delle aziende, con un atteggiamento orientato al cambiamento. La differenza femminile si mostra così come costruttiva rivisitazione del mondo dell’impresa: il consueto management può essere ripensato, le regole del modo maschile di dirigere possono essere messe in discussione, e sostituite da un più efficace stile di governo. Oggi già molte sono le donne che nei ruoli manageriali hanno sviluppato pratiche nuove. Mostrando che la ‘leadership femminile’ non si riduce a qualche attitudine aggiuntiva, ma porta ad un modo diverso di gestire un’azienda. Mostrando che queste idee non sono ideali impossibili, perché in molti casi sono state tradotte in pratica, con beneficio per le persone e per l’azienda.

Questo abbiamo cominciato a dire qualche mese fa (proponendo un corso di formazione manageriale basato sul pensiero e la pratica di alcune di queste donne). Riteniamo infatti importante far conoscere e apprendere da questa realtà,

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Donne e lavoro a Milano: un punto di incontro, un appuntamento

lunedì

18

marzo

alle ore:

 

Negli ultimi mesi a Milano si sono intensificate iniziative di discussione sul lavoro, sul lavoro delle donne, che hanno visto coinvolti gruppi e persone anche molto diversi del movimento delle donne. Si sentiva il bisogno di sviluppare queste discussioni in modo non occasionale. Tutto questo ha dato forma ad una inziativa a cui ho partecipato, l’Agorà del lavoro.

Chi vuole saperne di più trova una breve presentazione e l’invito qui:
http://www.scribd.com/doc/55519737/Invito-AGORA-Del-Lavoro

I miei motivi per partecipare

Il lavoro è ormai una dimensione imprescindibile nella vita delle donne. Per questo il lavoro può costituire il nuovo punto di incontro delle donne, per ragionare e provocare cambiamenti. Il lavoro delle donne è attraversato da molte cose comuni, ma i lavori sono anche diversi, e comportano problematiche, analisi e pratiche differenziate.

Io, con le altre donne di Donnesenzaguscio, mi occupo della specificità di essere donne e manager, e siamo convinte che ciò riguarda anche il lavoro di tutte le donne. Perché molte donne in queste posizioni oggi non si appiattiscono sui modelli maschili dominanti, e mettono in atto tentativi di rottura delle regole aziendali, agiscono mettendo in questione gli obiettivi e le modalità di funzionamento dell’azienda.

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Le donne al governo delle aziende. Un contributo di Pina Grimaldi

Pina Grimaldi, non potendo essere presente all’incontro sul tema Le donne: un altromodo di governare le aziende (Milano, giovedì 3 febbbraio, ore 18.30, via Sanfelice 3), ha mandato un suo contributo alla discussione.

Le donne al governo delle aziende

Il titolo del mio intervento richiama il potere, rovescia l’immaginario del potere, mettendo semplicemente le donne al governo delle aziende. Il ragionamento che vorrei seguire, al contrario non è così semplice, nel senso che non basta banalmente sostituire gli uomini alle donne per ottenere un diverso modo di governare le aziende. Vorrei quindi sfatare questo modo semplicistico di pensare che donne e uomini siamo uguali, stesse opportunità e che oggi questa questione è superata e così via di seguito. Spesso gli interlocutori si stupiscono: dov’è il problema? Appunto… c’è un problema e molto ampio.

Malgrado le donne siano presenti in politica, nelle istituzioni e dappertutto, sappiamo come la loro presenza non sia scontata. L’essere donna in qualsiasi contesto aziendale pone un problema, perché introduce con la sua sola presenza una dissonanza nei rapporti storici e di potere tra le persone, le donne non seguono le regole del potere consolidato e dell’esperienza di potere non codificata,

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Donne manager e crisi: un articolo e altre riflessioni

Stile di guida, erotismo ed etica femminile
di Luisa Pogliana

Da quando la crisi si è manifestata in tutta la sua gravità, diversi convegni sul management femminile hanno preso in considerazione l’apporto che le donne possono portare in questa congiuntura in molti casi drammatica. Si parla di cose note, soprattutto il pensiero e la visione diversa che apre a conoscenze e soluzioni nuove. Ma ci sono aspetti su cui, mi pare, non si riflette molto, perché le donne stesse spesso non ne sono consapevoli: capacità che vengono messe in atto in modo ‘naturale’, e per questo non valorizzate. Penso al fatto che le donne sono più adatte a gestire le situazioni complesse. Penso all’affettività che portano nel lavoro e all’attenzione per le relazioni, per le persone. Penso che hanno una diversa e profonda etica del lavoro.1
Gestire la complessità
Essere multitasking, delegare le incombenze operative, stabilire carichi e ruoli, definire le priorità, fronteggiare l’imprevisto, trovare soluzioni per situazioni non standard. Ecco i compiti che vediamo in opera nella gestione della della normale vita quotidiana di ogni donna che investe nella realizzazione professionale senza rinunciare a quella nella famiglia, nei figli. Vita ‘privata’, insomma.

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